Capitale garantito: davvero il tuo denaro è al sicuro?

Quando un investitore legge la dicitura “capitale garantito”, la reazione è quasi sempre positiva.
L’idea di poter investire senza rischiare perdite sembra infatti molto rassicurante, tuttavia dietro questa definizione si nascondono aspetti che meritano attenzione.

La prima domanda da porsi è semplice: chi garantisce il capitale?

Molti risparmiatori pensano che la garanzia sia assoluta, ma nella realtà dipende dalla solidità del soggetto che la fornisce (emittente), generalmente una banca o una compagnia assicurativa.
Se il garante dovesse trovarsi in difficoltà finanziaria, la garanzia potrebbe non essere efficace come immaginato.

Capitale garantito e capitale protetto

Inoltre, è importante distinguere tra capitale garantito e capitale protetto, due concetti spesso confusi.

Nel capitale garantito è prevista una garanzia formale sul rimborso del capitale, secondo le condizioni indicate nel prospetto.
Nel capitale protetto, invece, esistono meccanismi di riduzione del rischio che mirano a limitare le perdite, ma senza una vera garanzia contrattuale.

Un altro elemento spesso trascurato riguarda la percentuale della garanzia.
Non sempre il 100% del capitale investito è effettivamente garantito, in alcuni prodotti la garanzia può essere limitata a determinate condizioni, scadenze o percentuali del capitale iniziale.
Per questo motivo è fondamentale leggere attentamente la documentazione prima di investire.

Ma il principale limite dei fondi a capitale garantito riguarda spesso la loro capacità di generare rendimento.

Per offrire una garanzia, il gestore deve destinare una parte significativa del patrimonio a strumenti molto prudenti e utilizzare strategie che limitano l’esposizione ai mercati finanziari.
Il risultato è che, nel lungo periodo, molti di questi fondi registrano performance modeste, spesso inferiori all’inflazione o ad alternative più efficienti.

In pratica, il prezzo della tranquillità può essere una crescita del patrimonio molto contenuta o addirittura nulla.

Facciamo un esempio

Per comprendere meglio il concetto, può essere utile confrontare un fondo a capitale garantito con un ETF bilanciato globale composto da una quota azionaria e una quota obbligazionaria.

Il fondo a capitale garantito punta principalmente alla conservazione del capitale e alla riduzione della volatilità, ma tende ad avere costi più elevati e prospettive di rendimento limitate.

Un ETF bilanciato, invece, non offre alcuna garanzia sul capitale
Tuttavia, grazie alla maggior diversificazione e ai costi generalmente contenuti, può rappresentare una soluzione più efficiente per chi investe con un orizzonte temporale medio-lungo e accetta le normali oscillazioni dei mercati.

Naturalmente non esiste una soluzione migliore in assoluto, esiste però una soluzione più adatta agli obiettivi, all’orizzonte temporale e alla tolleranza al rischio di ciascun investitore.

Prima di scegliere un prodotto che promette sicurezza, è quindi opportuno chiedersi non solo cosa viene garantito, ma anche quale rendimento si sta sacrificando per ottenere quella garanzia.

Comprendere questi aspetti può fare una grande differenza nella costruzione di un patrimonio nel tempo.
Per questo motivo, prima di sottoscrivere un fondo a capitale garantito, può essere utile confrontare costi, vincoli e opportunità con un professionista che operi senza conflitti di interesse e che analizzi tutte le alternative disponibili sul mercato.

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